lunedì 11 novembre 2013

Intervista a GUY DELISLE su FUMETTOLOGICA






Durante la recente edizione di LUCCA COMICS&GAMES ho avuto l'opportunità di incontrare numerose figure importanti del fumetto, cosiddetto, d'autore.
Nelle prossime settimane pubblicheremo le varie conversazioni con questi autori, oggi iniziamo con Guy Delisle, ospite internazionale di questa edizione, e protagonista di una mostra di due settimane al Palazzo Ducale, in occasione dell'uscita della sua nuova opera "Diario del cattivo papà".

Dell'autore canadese, in particolare della sua opera "Pyongyang", avevamo già parlato in passato (QUI).
Posso solo aggiungere alcune considerazioni all'intervista pubblicata su FUMETTOLOGICA: Delisle si è dimostrato una persona di grande disponibilità, confermando di persona le qualità di garbato umorismo e arguzia che emergono nei suoi libri.
Solo per rendere un'idea della sua cortese attitudine, ha firmato centinaia di dediche e disegni con la mano sinistra, avendo la destra bloccata da una dolorosa tendinite.

L'intervista la trovate QUI

Buona Lettura!

martedì 5 novembre 2013

Lucca Comics & Games + Intervista a Giuseppe Palumbo






Durante il recente weekend di Lucca Comics&Games, stordito in mezzo alle più impensate bizzarre variazioni dei cosplayer (accanto alla meraviglia della Dama con l'Ermellino c'era il ribrezzo ambulante di Borat), mi sono trovato costretto a impersonare un personaggio fuori contesto:
Ugo Fantozzi.
Eppure, nonostante l'apparente singolarità della mia condizione, ho scoperto che si è trattato del più comune, benché involontario, dei travestimenti.
Il necessaire per il camouflage è stato gratuitamente fornito dalla perfetta congiura organizzativa di clima, conformazione architettonica della città ma, soprattutto, dalla nostra adorata Trenitalia.
Andiamo con ordine.
Non appena giunto nella gemma toscana, l'impressione è stata quella di precipitare in uno dei gironi infernali tralasciati dalla fantasia del Sommo Poeta (per altro ivi residente durante il suo doloroso esilio): quello dei nerd in erba.
Come chiunque può testimoniare, ben più degli anni precedenti, le file quest'anno si moltiplicavano per ogni evento, necessità biologica o alimentare.
 Il mercato di Porta Portese a confronto sembrava l'autostrada di "Lost Highways".
Chi avesse contemplato dall'alto la fila per acquistare i biglietti, avrebbe ipotizzato la resurrezione di Jim Morrison, Hendrix e Lennon in occasione di un loro concerto collettivo gratuito.
Se aggiungiamo che al momento del già avvilente accodarsi al termine dei sei chilometri di improbabili Lamù e Wolwerine si è scatenata la versione lucchese dell'Uragano Katrina, credo possiate comprendere la veridicità del mio assunto.
Ma, ripeto, un sentito omaggio va a Trenitalia, perfettamente in grado di far impallidire l'organizzazione tedesca...il giorno della caduta del regime hitleriano.
Ogni singola corsa del periodo di Lucca Comics, nell'arco di circa 100 km, ha subito metodicamente ritardi da record, scatenando una serie a catena di coincidenze perdute, crisi isteriche adolescenziali, invocazioni di massa di divinità egizie.
Ma io dico basta al costume italiota di lamentarsi sempre, senza rimboccarsi le maniche: in una zona carica di eventi quasi settimanali, che nemmeno Londra e Parigi d'estate, senza nessun preavviso, si allestisce in fretta e furia una nuova manifestazione, improvvisata su due piedi, che porta 200.000 persone, per la prima volta, eh, in quella città, ma dico io un pò di buon senso: non c'era né il tempo, né le informazioni necessarie, né l'esperienza per organizzare, che so, treni speciali o intensificare le corse. E' chiaro.

Svuotata la sacca di veleno in cui galleggiavano i  miei neuroni, devo confessare che ne è valsa veramente la pena.
Senza dilungarmi su gli artisti incontrati (che saranno oggetto dei prossimi articoli), è stato soprattutto splendido incontrare finalmente di persona una lunga serie di amici, che sarebbe sciocco relegare a "virtuali,  essendo gradita e stimolante occasione di conversazioni quotidiane sui social network.
Menzioni speciali per Francesca Martucci (ormai una sorella), Andrea Mazzotta (praticamente un padre) e i compagni d'avventura Antonio Solinas (finalmente ci siamo incontrati!) e Tonio Troiani (il mio starets di fiducia).
Senza dimenticare l'uomo, anzi la casa editrice, che dico, una delle mie più prestigiose lettrici, nonché correligionaria cinematografica: Spazio Nebularina!

Ma bando alle ciance, siamo qui per produrre.
E quindi, oltre a Rutu Modan (di cui abbiamo parlato QUI ) che ha vinto il premio come miglior autrice unica, ci confermiamo talismani perché l'appena intervistato Giuseppe Palumbo è stato eletto miglior disegnatore.
I nostri articoli sembrano auspici dei Gran Guinigi, accorrete dunque!
L'intervista a Palumbo, impreziosita dalle belle foto di Emanuele Rosso, la trovate su FUMETTOLOGICA , esattamente QUI


Ed ora mi esporrò pubblicamente dichiarando la serie di prossimi articoli:
- l'ennesima conversazione con Daniele Capuano su temi non esattamente banali
- il più volte annunciato saggio comparativo: F.Scott/Bob, Charles/David (chi segue questo blog ormai li chiama per nome)
- nuove, numerose interviste a fumettisti fichissimi
- Esplorazione filologica di monarchi manichei, Dj nel tempo libero
- Nick Cave si avvicina a Roma...

E' il modo migliore che ho trovato per costringermi a scriverli.

Stay tuned!

mercoledì 30 ottobre 2013

GLI SCARABOCCHI DI MAICOL&MIRCO - Logica del Non-Senso, Introduzione a "Sono Mario?"





Il primo post di questo blog fu l'introduzione al primo volume de "Gli Scarabocchi di maicol&mirco" (lo trovate QUI). Ne abbiamo poi parlato alte volte, in varie sedi, per iscritto o a voce (ad esempio QUI e QUI).

Siamo cresciuti insieme.
E cosi continueremo, fino allo scatafascio.
(Chissà quanti coglieranno la citazione).

Ecco l'introduzione al nuovo volume, (che trovate anche in anteprima su lospaziobianco.it con una gustosa anteprima e molte altre informazioni, esattamente QUI) .

Il volume verrà presentato i prossimi giorni a "Lucca Comics".

Godete:




LOGICA DEL NON-SENSO

Circa un anno fa scrissi una lunga introduzione a “Gli Scarabocchi di maicol&mirco”, scomodando come riferimenti Carmelo Bene, Pier Paolo Pasolini, Frank Zappa, Emil Ciorian, Achille Campanile, Albert Camus, Antonin Artaud e, per finire in bellezza, addirittura Giacomo Leopardi. Molti probabilmente avranno pensato a delle esagerazioni dettate dall’amicizia, o dall’entusiasmo per un’opera divertentissima, o magari a un mero esercizio postmoderno di provocazione intellettuale. Il libro che avete in mano in questo momento conferma che in realtà non esageravo per nulla. Se nella prima uscita de “Gli Scarabocchi”, infatti, la profondità della riflessione poteva rimanere nascosta sotto la superficie della volgarità blasfeme, qui il discorso, nella sua semplicità, si dichiara subito esplicitamente filosofico. In altre vignette di maicol&mirco la voce dell’ascolto interiore può essere resa inudibile dal fragore della risata. In questo caso, nel perfetto controllo quasi matematico dell’esposizione, la progressione comica accompagna la riflessione con un rigore inesorabile. Ho detto altrove che ne “Gli Scarabocchi”, anche nel più volgare, si avverte l’urlo di una innocenza tradita. In un’altra, magnifica, vignetta maicol&mirco dichiarano che “la logica viene direttamente dall’inferno”. Traendo le conseguenze da queste due considerazioni, questo libricino sembra un “Tractatus Logicus-Philosophicus” scritto da un bambino, appena resosi conto dell’inferno che è la realtà senza illuminazione. Il libro inizia con la domanda fondamentale dei mistici, “Chi sono Io?”, o meglio “Che cosa è l’io?”.


La domanda che si poneva Pascal smontando le false certezze del pensiero razionale, che il maestro spirituale Ramana Maharshi pone come inizio della ricerca della verità, intitolando così il suo testo più famoso. Domanda che viene rivolta come un’arma letale contro il protagonista di “Strade Perdute” dall’infernale Uomo Misterioso, che lo inchioda ghignando allo smarrimento schizofrenico della propria identità. Qui la domanda è posta, solo in apparenza giocosamente, utilizzando come falsa identificazione il nome proprio più comune e diffuso del nostro paese. Come il Mr.Jones di Dylan, l’Uomo Qualsiasi si ritrova di fronte all’impatto violento con l’assurdità del vivere, con l’impossibilità di comprendere il senso di alcunché. La meccanica logica del dubbio, istintivo prima che metodico, che scatena la riflessione conduce a tutt’altre conclusioni rispetto all’ottimismo cartesiano, anzi ne capovolge le fittizie sicurezze razionali. La progressione comica ci accompagna di paradosso in paradosso, rivoltando fin dall’inizio quello celebre del mentitore, fino al paradosso supremo: il blasfemo percorso logico di maicol&mirco più che alla riflessione cartesiana si avvicina al precedente agostiniano, “Se sbaglio, dunque esisto”. Ma non essendoci nessun dogma a consolarci, l’assunto pare rovesciarsi in un altro dogma, sbilenco e inquietante: “Esisto, dunque sono sbagliato”. La conclusione, sull’ignoranza e la menzogna come unica forma di felicità, ci riporta circolarmente a un altro verso del già citato Dylan: “Tutta la verità del mondo risulta un’unica grande bugia”. 

La logica lineare è un vicolo cieco che conduce al dubbio e alla disperazione.

Per mostrare i buchi della filosofia occidentale c’è voluto un vignettista oltraggioso.



Leggetelo, e meditate.


martedì 29 ottobre 2013

FUMETTOLOGICA - Intervista a Vittorio Giardino





Continua con successo la collaborazione con FUMETTOLOGICA, il nuovo grande progetto di magazine on-line sul fumetto.

Stavolta per la rubrica #tavolidadisegno, è il turno di Vittorio Giardino, uno degli autori italiani più interessanti dal punto di vista culturale, più abili nello sfondare limiti e vincoli del medium fumetto.

Non è facile menzionare Angelo Maria Ripellino, mentre si parla di fumetti.

A proposito...presto un omaggio a lui e a Praga....

L'intervista la trovate QUI

Le foto, molto belle,  stavolta sono di Emanuele Rosso

Ma fatevi un giro su tutto FUMETTOLOGICA, oggi ad esempio c'è un fantastico editoriale di Tuono Pettinato!

Buona Lettura


lunedì 28 ottobre 2013

Requiem per Lou Reed




Ho passato uno dei pomeriggi più divertiti ed eccitanti dei miei sedici anni tra copisterie, cartolerie,  scotch e righelli per confezionarmi il poster dei Velvet Undeground (irreperibile allora) che avrebbe campeggiato per anni nella mia cameretta, ricavandolo dalla copertina di una monografia ormai introvabile prestatami dal mio amico e mentore Daniele Capuano.
 (Ah, Daniè, se non trovi il libro, ce l'ho ancora io, tranquillo te lo riporto, eh).
Per tutte le superiori sono stato canzonato dai miei amici (soprattutto dal formidabile imitatore Lorenzo Pausillo) per la mia erre moscia, che  risultava particolarmente comica quando mi chiedevano:
-"Cosa ascolti in cuffia? "
- "Lùvvìd".

Pur essendo di base contrario ad indossare magliette di gruppi o cantanti, per un decennio ho fatto eccezione per la  leggendaria banana del pur disprezzato Warhol, alternativamente sfoggiata su borse di pelle o T-Shirt.  Ripeto: ho indossato per anni un'immagine di un artista che non mi piace.

Una delle emozioni più perfette della mia adolescenza fu l'attacco del riff di "Sweet Jane" al primo concerto in cui lo vidi dal vivo, gratis, a Enzimi nel '98 (esperienza analoga a quella raccontata da Paolo Rosati nel suo commosso ricordo  che trovate QUI)



La sera del mio primo appuntamento con mia moglie, le feci ascoltare il primo disco dei Velvet Underground, quello appunto talmente importante da farmi usare il corpo come vessillo della sua copertina.
Credo che lei abbia apprezzato, considerando che al nostro matrimonio abbiamo cantato per gli invitati "I'm sticking with you".




Ritengo, dunque, di poter intonare la mia grata prece in memoriam, senza essere sfiorato dai pur sacrosanti strali di Zerocalcare, illustrati in una riflessione ormai già classica .

E' difficile condensare in un post ricordi, tributi, bilanci, commenti riguardo uno dei pochi argomenti sui quali mi sentirei davvero di poter scrivere un libro di getto.

Ma non preoccupatevi, sarò breve.
Prendete questa mia eccezionale stringatezza come il mio personale minuto di silenzio.



martedì 22 ottobre 2013

FUMETTOLOGICA - Informazione e Cultura del Fumetto





E' con grande contentezza che vi annuncio l'odierno battesimo di FUMETTOLOGICA, il nuovo magazine online sul fumetto, un vero e proprio portale sul tema, coordinato da Matteo Stefanelli (http://fumettologicamente.wordpress.com/).
L'editoriale di presentazione lo trovate QUI  .

A seguito della collaborazione con Conversazioni sulFumetto  (l'editoriale di commiato lo trovate QUI), ho il piacere di comunicarvi che, su invito di Andrea Queirolo, avrò l'onore di partecipare al progetto.

Terrò una rubrica a cadenza regolare, #tavoli da disegno, in cui avrò la possibilità di curiosare nei laboratori dei grandi nomi del fumetto nostrano e internazionale, grazie al prezioso lavoro fotografico di Emanuele Rosso  e Daniela Odri Mazza .
Inoltre, veicolerò su questa testata tutti i miei saggi o articoli ispirati da opere fumettistiche.


Spero che sia una buona notizia e un nuovo punto di riferimento per i pregiatissimi venticinque lettori (ormai con qualche zero a seguito) dei miei usuali deliri.

Buona Lettura!


martedì 1 ottobre 2013

INTERVISTA A LRNZ!!!!



Aspettavo questo momento da circa 20 anni.
Esattamente dal novembre '93, quando durante un'occupazione al Liceo divenni amico di Lorenzo Ceccotti.
Un'amicizia sancita dalla consegna del primo numero del "Manuale di Conversazione Metropolitana", sorta di dizionario gergale delle più colorite espressione romanesche, in seguito saccheggiato da una pletora di comici romani e non, di cui LRNZ aveva fatto la copertina.
Non voglio tediarvi con toni da libro "Cuore" (anche se in realtà gli aneddoti che mi sovvengono vi ricorderebbero più "Paura e Delirio a Las Vegas"), posso solo dirvi che, dal punto di vista meramente intellettuale, tutte le pietre miliari della nostra ricerca, tutti gli autori che ci hanno ispirato, sconvolto la vita o spaccato il cervello (da Tarkovskji a Carmelo Bene, da Frank Zappa a Simone Weil) li abbiamo scoperti, con tremore e meraviglia,  insieme, spesso sotto la sapiente guida del nostro caro amico Daniele Capuano ( le cui qualità ciceroniane chi segue questo blog ha già potuto apprezzare  QUI e QUI).

Finalmente, dopo aver esplorato tutto l'universo grafico in ogni riposto anfratto, LRNZ è riuscito a pubblicare una storia a fumetti, dopo anni di tentativi, di numeri zero, di progetti sempre più ambiziosi, volta per volta accantonati o rielaborati.
Pochi sanno che inizialmente, una decina di anni fa, avevamo lavorato insieme ai testi della prima versione ASTROGAMMA, ma né la storia era delineata in tutte le sue sfaccettature, né il mio contributo (all'epoca meramente umoristico) era all'altezza delle potenzialità nascoste della storia.
Onore, quindi, ad Alessandro Caroni, che ha saputo enfatizzare gli aspetti di profonda riflessione esistenziale già presenti nella storia di LRNZ, conferendo a un'opera già portentosa un ulteriore ricchezza filosofica.
Ho solo amici intelligentissimi.
Mi compiaccio.

P.S.
Ah, l'intervista la trovate QUI, sulle colonne di Conversazioni sul Fumetto

P.P.S.
Nell'intervista si parla anche di questo blog, e di continuare la collaborazione con LRNZ iniziata QUI, QUI e QUI)
Exultate, Jubilate!