sabato 23 gennaio 2016

TUTTI GLI ARTICOLI DI NOVEMBRE E DICEMBRE SU VARIE TESTATE

Care lettrici, cari lettori,
come vi sarete accorti, ci siamo presi una lunga vacanza.
Per la precisione, un tour cultural-gastronomico che ha toccato Bologna, Modena (la celebre Osteria Francescana), Positano, Amalfi e i Castelli Romani.
Abbiamo, dunque, incamerato una mole di materiale sufficiente per il resto dell'anno.
Ci siamo concessi una pausa, poiché la messe dei due mesi precedenti era stata generosa, quasi un articolo ogni due giorni.
Come presto testimoniamo:


vignetta di Maicol&Mirco per il nostro blog



 Novembre

SU Fumettologica:

Abbiamo parlato QUI  di Guerrilla Radio, fumetto dedicato da Stefano Piccoli a Vittorio Arrigoni




 QUI   Abbiamo introdotto Happy Diaz, libro magnifico di Massimo Palma, di cui abbiamo parlato in ogni occasione possibile


QUI abbiamo intervistato (per primi!) Elle Sanders, autrice del delizioso Lost in Translation




Per La Repubblica-XL:

QUI  abbiamo parlato di Sexy Rock, splendido libro di Paolo Bassotti



QUI  abbiamo recensito By the Sea, il tentativo d'autore di Angelina Jolie



QUI abbiamo parlato de Nella camera del cuore si nasconde un elefante di Marco Galli



Novembre è stato anche il nostro mese d'esordio su i Blog de Il Fatto Quotidiano:

QUI abbiamo esordito omaggiando Baruch Spinoza 

QUI il nostro santo protettore William Blake

Sulle colonne di spezzandolemanettedellamente:
:
QUI abbiamo raccontato il concerto dei The Musical Box,  Selling England By The Pound


QUI abbiamo parlato di ARF! Il film

QUI abbiamo lasciato un commosso ricordo della giornalista Maria Grazia Capulli



QUI abbiamo parlato della presentazione di Astrogamma di LRNZ alla Feltrinelli di Bologna



QUI  abbiamo parlato di una versione teatrale de La Casta Morta di Kantor



Non paghi, a Dicembre

Su Fumettologica:
QUI abbiamo intervistato LRNZ, sempre su Astrogamma

Su La Repubblica-XL:
QUI abbiamo detto la nostra sul Dylan Dog "di" Ratigher



QUI abbiamo raccontato il DjSet di Don Pasta e Massive Attack nelle catacombe

QUI abbiamo parlato nuovamente di Happy Diaz, intervistando Tuono Pettinato, autore delle illustrazioni del libro



Su minima&moralia:
QUI abbiamo avuto il piacere di intervistare Franco Cardini sui rapporti tra Europa e Islam

Sul Blog de Il Fatto Quotidiano:

QUI abbiamo parlato dell'adorabile nichilismo di Vanna Vinci

QUI   abbiamo trattato della rimozione dell'archetipo de La Grande Madre e i suoi rapporti con l'Immacolata Concezione

QUI dell'associazione LOTTAVO LEGGE e di Rita Petruccioli in merito a
L'importanza dei classici per bambini

QUI del libro La Politica della Ruspa di Valerio Renzi (il geniale social manager di  Salvini lo ha condiviso, credendo di attaccarsi, regalandoci 13mila condivisioni)

QUI nuovamente dell'importanza di  Happy Diaz di Massimo Palma



QUI dell'aspetto esoterico del Natale

Su  spezzandolemanettedellamente:
QUI  l'analogo pezzo riassuntivo degli articoli di Ottobre

QUI 33 Libri che mi sono piaciuti, la nostra personale lista, più che classifica, di letture interessanti nel 2015.




Da leggere ve ne abbiamo dato tanto.
Molto di più sta per arrivare.
Buona Lettura!


martedì 5 gennaio 2016

FULMICOTONE di Virginia Bettinelli - Una sinfonia punk


Confesso, nel caso di questo libro, un peculiare attaccamento, un profondo legame che mi rende un osservatore tutt'altro che imparziale nei confronti dell'opera.
Questa lettura, in vero, mi si è imposta come un'agnizione improvvisa, che manterrò segreta, un riconciliamento imprevisto con le proprie radici disseppellite, un'esperienza di feroce introspezione, non dissimile, oserei dire imparentata, con il percorso autoterapico che l'autrice attraversa nel libro.
O che, per meglio dire, è il libro stesso.
Ecco, dunque, le mie più che partigiane considerazioni.
Buona Lettura!


Per Fulmicotone s'intende un composto chimico altamente infiammabile, dalle devastanti potenzialità esplosive.
Un titolo quanto mai adeguato per questo libro violento, ardente, vorace, ostico eppure scorrevole, urtante quanto seducente, in grado di destare nel lettore un'empatia forte fino all'assuefazione.
Con grande umiltà, l'autrice si inchina nelle prime righe ai maestri irraggiungibili Kafka e Rimbaud: ampie tracce dei due giganti si ritrovano nell'infuocato flusso di coscienza di Virginia Bettinelli (QUI trovate una breve intervista all'autrice); dell'oscuro genio praghese lo sguardo visionario, da incubo mai interrotto, sulla realtà; del prodigioso adolescente francese, santo protettore dei folli poetanti, l'oltraggio, la rabbia, il dono della trasfigurazione estetica dell'orrore quotidiano.
In Fulmicotone, difatti, assistiamo a scene degne della fantasia di David Lynch: labirinti di paranoia, momenti di pura tensione horror, abissi di introspezione crudele fino ad essere deformante.
In altri momenti, sembra di essere immersi in una versione nostrana di Christiane F.- Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino: pagine crude, spietate, calci nello stomaco al lettore.
Sferrati, di sinistro, da Sinisa Mihajlovic. Quello del 1998.
Altri luoghi del libro evocano i classici della letteratura beat, i deliranti monologhi filosofici di Kerouac, le visioni infernali di Burroughs, l'oscenità fiera e traboccante dei poemi di Ginsberg.
In generale, il vortice di avventure rocambolesche, brucianti delusioni, fugaci apparizioni di grotteschi personaggi, tremende umiliazioni psicologiche, oasi di ristoro interiore, violenze schizofreniche, esplosioni di sensualità, soffocanti nodi sadomasochistici, torture mentali e liberazioni improvvise rende il libro una travolgente sinfonia punk.
Non c'è che dire: l'autrice ha una traboccante, caleidoscopica fantasia.

C'è solo un dettaglio, che da critico desidererei non sfuggisse al lettore...

È.
Tutto.
Vero.

Nulla di ciò che viene raccontato nel libro è frutto d'invenzione.
Nessuna esagerazione estetizzante, nessuna deformazione letteraria, nessun aggiustamento romanzesco.
Questa è la grande, coinvolgente potenza di Fulmicotone: un'irriducibile autenticità.
Un libro che spesso sacrifica all'autenticità la coesione formale, una gestione magari più ragionata del racconto, un pudore che viene sistematicamente stracciato nella precisione da entomologo con cui si restituisce il tumulto interiore, la cecità della furia, la scientificità icastica del turpiloquio.
Un libro che non teme ingenuità, screziature, cambi subitanei di velocità, ritmo, atmosfera, stile, prospettiva.
Un libro che potrebbe risultare confuso, disomogeneo, ostinatamente sbagliato.
E che proprio in questo trova la sua vulcanica bellezza.
Il valore dell'esperimento della Bettinelli è proprio nell'assoluta libertà stilistica, nel fregarsene altamente di convenzioni, stilemi, ammiccamenti, opportunità.
Una grande seduta di autoterapia, scandita dai riff ossessivi dei Led Zeppelin e guidata dalla calda voce di Mark Lanegan.

Un libro che rigetta in faccia al lettore tutto lo squallore acido dell'esistenza, eppure lo lascia, al chiudere dell'ultima pagina, con un'inebriante gioia di vivere.
E con una ilare, irrefrenabile, appagante commozione.




P.S.
Potete contattare l'autrice a QUESTA pagina.
Potete trovare l'e-book QUI

mercoledì 23 dicembre 2015

33 libri che mi sono proprio piaciuti


Il nostro irraggiungibile modello, Pico della Mirandola
 Cari lettori,
A grande richiesta, ecco una breve lista di letture da me consigliate.
Di alcune ho già scritto, alcune le ho presentate pubblicamente, di altre invece parleremo diffusamente nelle prossime settimane.

Bando agli indugi.

Ho selezionato 33 libri di vario genere, tra cui molti fumetti.
Li ho divisi in categorie volanti.
Una lista scritta di getto, non vi attaccate troppo alla lettera.

Oscar Wilde mentre ci aiuta a compilare la lista


Iniziamo con un libro delizioso che potrebbe rientrare in più categorie e fare da introduzione a tutti gli altri:



1) 
Lost in Translation ( approfondimento QUI) di Ella Frances Sanders (Marcos y Marcos), tradotto magnificamente da Ilaria Piperno. Uno splendido tentativo di superare i limiti del linguaggio.

PER CHI RIFLETTE

  
2)
Happy Diaz di Massimo Palma (Arcana)
Ne abbiamo già parlato  QUI QUI e QUI
Non abbiamo ancora finito: è forse il libro più bello dell'anno.

3)
TOLSTOJ- il coraggio della verità di Roberto Coaloa (Edizioni della Sera)
Ottima analisi sul rapporto cruciale fra due dei nostri massimi ispiratori: Tolstoj e Gandhi.
Ne parleremo prestissimo.

4)
 La Politica della Ruspa di Valerio Renzi (Alegre) 
 QUI ha ricevuto enorme visibilità: il genio di Matteo Salvini ha condiviso la mia recensione. Il libro analizza molto bene i trucchi elettorali del leader della Lega. Il geniale stratega ha condiviso per metterci alla berlina, risultato: 13.000 condivisioni  a cascata di un articolo che consiglia un libro contro di lui.

5)
Piccole Ricapitolazioni Comiche di Georges Bataille (Nino Aragno)
C'è sempre lo zampino di Massimo Palma, stavolta curatore di questa interessante silloge degli scritti hegeliani di Georges Bataille: un corpo a corpo durato tutta la vita, sull'onda delle celebri lezioni parigine di Alexandre Kojéve.
Ne parleremo presto.


PER CHI RICERCA


6) 
La Felicità Possibile  di Duilio Cartocci (La Cultura della Madre)
Ne abbiamo parlato QUI 
Semplicemente, se ci dovessero chiedere quale sia il libro in cui rispecchiamo la nostra filosofia, lo mostreremmo come un personale Libretto Rosso.



7)
 Un monaco free-lance di Fabio Morotti (Exorma)
Presto ne scriveremo diffusamente: un libro originale, onesto, avventuroso, in cui più volte ci siamo identificati.
Storia autentica. Ricerca profonda.

8)
 La Chiesa di Darwin di Valentino Bellucci (Harmakis)
Coraggioso e documentato atto di accusa contro i dogmi (uguali e contrari a quelli del Cattolicesimo) della scienza moderna.
Ben argomentato e puntuale.
Ce ne fossero.


9) 
Il Rinascimento Napoletano e la Tradizione Egizia Segreta di Salvatore Forte (Narcissus.me)
Non fatevi spaventare dal titolo.
Qui si parla della fonte a cui il padre del libero pensiero, Giordano Bruno, ha saziato la sua sete di ricerca.
Abissi da esplorare.


PER CHI AMA IL CINEMA



10) 
Keep Calm e Guarda un Film  di Sebastiano Barcaroli e Federica Lippi (Newton Compton)
libro agile, divertente ma scritto da due che ci capiscono davvero.
Regalo ideale per cinefili. Ne abbiamo parlato QUI e più volte dal vivo.


11)
Joel e Ethan Coen di Giacomo Manzoli (Marsilio) immersione nel cinema dei due genietti americani.
A presto degno approfondimento.



PER CHI AMA L'ARTE


12) La storia di Roma- in 100 monumenti e opere d'arte di Ilaria Beltramme (Newton Compton)
Dopo il best-seller 101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita (e molti altri), Ilaria Beltramme torna a deliziarci con la sua prosa accessibile, vivace, ma piena di spunti, informazioni, amore per la cultura.
Inesauribile. Anche di lei torneremo a parlare.

13) Nel mondo delle icone- dall'India a Bisanzio di John Linsdey Opie (Jaca Book)
Un testo a dir poco fondamentale.
Stiamo preparando un'intervista al grande studioso.
Esperto mondiale del nodo artistico che forse più ci interessa.
Preziosa curatela di Alessandro Giovanardi.



14) La modella del Botticelli di Paola Giovetti (Edizioni Mediterranee)
L'autrice ha già pubblicato per la stessa casa editrice numerosi testi legati all'esoterismo, di diverso interesse.
In questo caso, ci ha donato uno splendido ritratto del volto occidentale del Bello.
Presto, articolo dedicato

15) Maria nell'arte fiorentina di  Timothy Verdon (Mandragora)
Studio interessantissimo sul principale archetipo dell'arte rinascimentale.
Ne parleremo molto.



PER CHI AMA LA MUSICA



16)
Sexy Rock di Paolo Bassotti (Arcana)
 intelligentissimo libro sulla Rivoluzione Sessuale del Rock, ne abbiamo parlato con l'autore QUI

17)  Neil Young (after) the Gold Rush di Stefano Frollano e Fabio F. Pellegrini (Arcana)
Libro appassionato, documentatissimo, un'immersione nella poetica del grande cantautore canadese.
Esemplare.

18) Backstage Pass di Paolo Vites (disponibile solo su Amazon)
Vites è una garanzia e un modello in termini di giornalismo musicale, soprattutto sugli autori che noi riteniamo fondamentali (Dylan su tutti).
Qui si confessa liberamente, ed è un piacere.


PER CHI AMA L'AVVENTURA



19) 
La nave di Teseo di Doug Dorst e J.J. Abrams (Rizzoli Lizard)
Lo abbiamo elogiato QUI e ancora dobbiamo parlarne per bene. Sia lode a Francesca Martucci, Elisabetta Sedda  e Enrica Budetta, (rispettivamente curatrici e traduttrice di questo parco giochi per topi da biblioteca) per averci donato questo complicatissimo giocattolo per la mente in italiano.

20) 
Fulmicotone di Virginia Bettinelli (contattare l'autrice a QUESTA pagina oppure versione ebook QUI)
L'avventura qui è reale, quella della vita di ognuno di noi: un libro autobiografico febbrile, fluviale, a tratti devastante, ma pieno di arguzia, stimoli, mordente.
Da leggere d'un fiato.

21) 
Tutti per uno di Cécile Delau (Mondadori)
Ne abbiamo parlato QUI
REGALATELO AI RAGAZZINI SENZA CHIEDERE SPIEGAZIONI.


FUMETTI 



22)
  Pensavo fosse amore e invece era Matteo Renzi di Mario Natangelo (Magic Press)
Iniziamo con un non-fumetto, una raccolta di vignette divenuta una storia d'amore che in realtà è il racconto fedele degli ultimi anni della politica in Italia, da parte di uno che non gliene frega nulla.
Insomma, solo Mario la poteva fare così complicata.
Approfondimento QUI                                                

23)
 Biliardino di Alessio Spataro (Bao Publishing)
La storia del Novecento raccontata spiegando l'invenzione del biliardino.
Non è una battuta: è proprio così.
Uno dei libri più belli degli ultimi anni. Ne abbiamo parlato QUI.
Ma non è finita: ne abbiamo ancora di cose da dire. 

24)
 Astrogamma di LRNZ (Bao Publishing)
Considerando che su Golem ho scritto una postfazione, un'intervista di 567 pagine e tra poco aprirò un blog dedicato, tutto sommato (visto che avevo perfino collaborato alla prima versione di Astrogamma) finora mi sono limitato: una sola intervista  QUI.
Ho atteso che gli altri si accorgessero della sua bellezza.
Ora che lo dicono tutti, posso dedicarmi ai miei consueti e prossimi approfondimenti ceccottiani.

25)
 Gatto Mondadory e i Puffi dell'Aldilà di Dr.Pira (GRRRz)
Pira è un genio.
Gatto Mondadory il suo vessillo.
Una riflessione sul linguaggio da far impallidire Lacan.
A breve, saggetto folle.

26)  
Quaderni Giapponesi di Igort (Coconino)
Su Igort ho paura a scrivere.
 Se inizio, scrivo un libro di 890 pagine.
Maestria, profondità, splendore: Gnosi su carta, meditazione a fumetti.
Anche su di lui, in arrivo saggetto monografico



27) 
 Anubi di Marco Taddei e Simone Angelini (GRRRz)
Hanno veramente spaccato tutto.
Sono gli autori di domani.
L'hanno scritto nel futuro e hanno smarrito una copia nei loro viaggi nel tempo, una volta venuti a vedere quanto eravamo stupidi nel 2015.

28)
 Hitler di Shigeru Mizuki (Rizzoli Lizard)
Solo un maestro (recentemente scomparso) poteva affrontare l'Incarnazione del Male senza retorica, anzi con sorprendente disinvoltura.
Una prodigiosa manifestazione di possesso formale.

29) 
OPG - Socialmente Pericolosi di Antonio Recupero e Iacopo Vecchio (Round Robin)
Ho voluto inserire questo libro in una lista di più note pubblicazioni perché, secondo me, non ha avuto il giusto risalto.
Il finale ti rimane dentro come un muto monito violento.
Contro l'indifferenza.

30)
 Pugni di Boris Battaglia e Paolo Castaldi (Becco Giallo)
Sto scrivendo una recensione ad hoc, pubblicata a giorni.
Libro scritto benissimo, con una formula libera e originale.
 Tema affascinante, storie memorabili.
Per chi ama la boxe, per chi ama la scrittura.

31)
 Le avventure di Pinocchio di Marco Corona (Rizzoli Lizard)
Erano anni che lo aspettavamo.
Non ci ha deluso.
Presto vi spiegheremo perché.
Intanto, contemplate le eleganti  illustrazioni di Marcuzzo.


32)
Sophia di Vanna Vinci (Bao Publishing)
Vanna è autrice prediletta, amica, foriera di risate e riflessioni.
 QUI abbiamo lungamente parlato di quanto questo libro sia pieno di aspetti interessanti. 

33)
CHRISTINE e la Città delle Dame di Silvia Ballestra e Rita Petruccioli (Laterza)
Ne abbiamo parlato QUI.
Libro bello da vedere, da leggere e da rileggere.
Una storia cruciale, eppure poco conosciuta.
Regalatelo ad ogni amica che ami la lettura.





Ecco fatto.
Si, ne avrei potuti inserire molti altri, arrivare a 99 o 108.
Ma non vi preoccupate.
Sapete che scrivo molto.
Buone Feste e Buona Lettura! 

sabato 5 dicembre 2015

TUTTI GLI ARTICOLI DI OTTOBRE SU VARIE TESTATE



Omaggio a Frank Zappa, scomparso 22 anni fa, ricordato QUI

Care lettrici, cari lettori,
come sapete (in quanto tali), negli ultimi due mesi impegni e pubblicazioni sono moltipolicate.
Per questo vi presento in ritardo le mie "ottobrate".

Iniziamo con gli articoli pubblicati su FUMETTOLOGICA


-  abbiamo parlato di Nausicaä della Valle del Vento, in occasione del ritorno in sala, primo capolavoro di Miyazaki  QUI

- abbiamo intervistato Alessio Spataro sul suo bellissimo Biliardino QUI (ne parleremo ancora)


- abbiamo parlato nuovamente di Blatta Ponticelli QUI (già lo avevamo fatto più approfonditamente QUI)

- abbiamo intervistato Mario Natangelo sul suo libro Pensavo fosse amore invece era Matteo Renzi  QUI


Su LA REPUBBLICA-XL  invece abbiamo pubblicato:


- la recensione di Per L'impero di Vivès e Chabane QUI


- l'intervista a Yoann Frèget QUI in occasione dello storico evento di MediTiAmo Roma, che abbiamo avuto l'onore di organizzare con molte altre persone


- abbiamo recensito il libro di Christian Raimo, Tranquillo Prof., la richiamo io, con la copertina di Tuono Pettinato QUI

Abbiamo poi proposto alcuni reportage dalla Festa del Cinema di Roma


- l'incontro con Paolo Sorrentino QUI


- quello con Wes Anderson e Donna Tartt QUI


- quello con Todd Haynes QUI


- quello con Paolo Villaggio e Anna Mazzamauro per i 40 anni di Fantozzi QUI


- abbiamo recensito Keep Calm e Guarda un Film di Sebastiano Barcaroli e Federica Lippi QUI

Ottobre è stato anche il mese del nostro debutto su MINIMA&MORALIA, del quale siamo molto fieri:
Abbiamo esordito certo in bellezza, con una conversazione sulle nuove prospettive della Qabbalah col massimo esperto mondiale, Moshe Idel QUI


Su queste colonne abbiamo parlato:

- ancora di  Keep Calm e Guarda un Film di Sebastiano Barcaroli e Federica Lippi, che abbiamo avuto più volte il piacere di presentare QUI

- riportato i nostri precedenti articoli di Settembre (da Bob Dylan a Eugenio BarbaQUI

- vi abbiamo parlato del debutto nel romanzo di Mauro Uzzeo, la sua adorabile follia di Non ti stavo cercando QUI


Continuate a seguirci, sicuramente non vi annoierete!
Buona Lettura


venerdì 20 novembre 2015

La Casta Morta - originale omaggio a Kantor




In occasione del centenario della scomparsa di Tadeusz Kantor,  coraggioso quanto inquieto innovatore del teatro novecentesco, al Teatro Trastevere di Roma ha debuttato La Casta Morta, uno spettacolo inteso come originale omaggio all’opera certo più celebre dell’autore polacco, La Classe Morta.
Si tratta di un’opera inedita, completamente diversa dal riferimento dichiarato, ma che trae da esso spunti e struttura (il testo, già tradotto e messo in scena in polacco, è di Adriano Marenco).
La scena si configura immediatamente come metafora del Potere, un non-luogo primordiale eppure attraversato dalla stridente compresenza di miti classici e volgari marionette della decadenza contemporanea.

L’atmosfera, nell’angusto ma suggestivo teatro trasteverino, è quella che spesso abbiamo respirato nei teatri cosiddetti “off”: tutto è pervaso dall’entusiasmo, e dagli impacci, di una giovane compagnia teatrale dalle grandi ambizioni, la Patas Arriba Teatro.
Nel soggetto (dell’eminente polonista e collaboratore di Kantor Luigi Marinelli e di Michele Sganga, autore anche delle splendide musiche) emergono intuizioni brillanti, una ridda di puntuali riferimenti colti (dal monolite kubrickiano alle canzonette popolari, dal sottotesto omerico al Magnificat, dalla riproposizione di figure della mitologia greca a ineludibili omaggi allo stesso Kantor), sospesi tra satira e cruda deformazione grottesca.
Non tutto ci ha conquistato, onestamente, della rappresentazione: a dotti calembour (gustose le traduzioni sballate dei versi del Magnificat) si alternano ammiccamenti troppo espliciti al pubblico (certe gag sono divertenti, come l’elenco dei Doppi celebri, ma strappano la risata troppo facilmente); alcune scene appaiono riuscite (il fallimentare discorso populista dell’onorevole “Uno-di-noi”) altre risultano troppo prevedibili (il monologo della deputata cattolico-conservatrice, pur ben recitato, che difende la famiglia e poi si concede ai colleghi del marito); apprezziamo il pudore di non esplicitare le scene “oscene” (i diversi volti del Potere simulano di orinare a turno sul monolite , cogliendo in quel momento di pubblica intimità un’impossibile innocenza infantile), meno certo indugiare su metafore evidenti (il leccare i piedi, l’orgia del potere, la “poppata” collettiva); avvertiamo come limite la difficoltà di rendere nell’immediato dell’azione teatrale la potenza di concetti esposti con lucido rigore per iscritto.
Certo, lo spettacolo è al debutto, è logico che ritmi e tempi comici vadano rodati, soprattutto in un’opera tutta fondata sul contrasto dialettico, la parodia del linguaggio, il gioco tra corpi e concetti, tra istinto ferino e elucubrazione ingannevole.
Dichiariamo di essere degli incontentabili scocciatori: per chi a 16 anni s’estasiava davanti alla macchina attoriale di Carmelo Bene (il teatro è accanto a S.Francesco a Ripa, ove si può ammirare la Beata Ludovica Albertoni, per il genio salentino “la più grande meraviglia”) che annichiliva il Novecento nel “buio musicale”, è raro essere sedotti dal teatro contemporaneo.
Con forse intollerabile presunzione, confessiamo che, fosse stato per noi, avremmo concesso il centro della scena (non diciamo solo, ma molto di più) agli archetipi classici, che accolgono gli spettatori con straniante confidenza, per poi irrompere come terribile nemesi nello spettacolo: intelligente (pur nel vezzo di renderla en travesti) la versione di Cassandra che reca una tastiera (con le canne d’organo sulle spalle) ove il Potere può suonare a piacimento tutti i discorsi memorabili, divenuti slogan, del Novecento (da “Ich Bin Ein Berliner” di J.FKennedy a “Vincere e Vinceremo” di Mussolini, dai deliri infernali di Hitler a “I Have a Dream” di Martin Luther King, fino al famigerato “nuovo miracolo italiano” di Berlusconi); efficace quella di Circe, spietata nel soggiogare i politici-maiali alla sua vendicativa malìa; potente e ipnotica quella della Dea Atena: una resa perfetta, nella sua quasi statica fedeltà alla rappresentazione della Vergine Guerriera, Dea della Conoscenza il cui scudo è lo specchio con cui inchiodare il Potere (e il Popolo) alla propria miseria.
Assolutamente splendide, come detto, le scelte musicali di Michele Sganga.
In conclusione, uno spettacolo non perfetto ma pieno d’intelligenza, con alcuni difetti evidenti ma anche innegabili pregi e, soprattutto, sorretto da uno studio profondo e da un enorme impegno.
E per chi coniuga cultura e passione non possiamo che avere, comunque, una profonda empatia.
Lo spettacolo è in replica oggi al Teatro Trastevere, tornerà in scena all’Istituto Polacco per il centenario di Kantor, e poi a Gennaio al Teatro Studio Uno a  Tor Pignattara.
Ne riparleremo senza dubbio.
Vi consigliamo di andarlo a vedere e di sostenere l’impegno di giovani menti non allineate.
In questo agonizzante Kali Yuga, che Dio benedica chi porta avanti faticosamente cultura e riflessione.

martedì 17 novembre 2015

Presentazione di ASTROGAMMA a Bologna



Era, credo, il 1997.
Lorenzo Ceccotti e il sottoscritto ci avventuravamo in treno per andare a Bologna: c'era una splendida mostra di Andrea Pazienza a Piazza del Nettuno.
Nello stesso anno saltai scuola per andare a vedere lo storico concerto di Bob Dylan per il Papa (fui immortalato dalle telecamere mentre esprimevo a gesti il mio dissenso ideologico); mi ricordo che comprai un suo magnifico  poster nella storica libreria Feltrinelli  di Piazza Ravegnana, sotto quelle torri dove l'altro faro della mia adolescenza, Carmelo Bene, "apparve alla Madonna" declamando la sublime Lectura Danctis nel 1981 (li ho menzionati entrambi nella stessa frase, così chi dice che li cito sempre è contento).

Sono passati 18 anni, quel ricordo oramai è maggiorenne.
Domani ci ritroviamo, in treno verso Bologna, io e Lorenzo.
Sempre per un evento fumettistico.
Ma stavolta sediamo dall'altra parte dell'evento.
Avrò il piacere di presentare ASTROGAMMA (sua nuova creatura BAO Publishing, che praticamente sta andando già a ruba a pochi giorni dalla pubblicazione) proprio in quella amata Feltrinelli (ore 18).

Avrò modo su altre colonne di dissertare su questa nuova opera.
Rivelo solo un dettaglio, ignoto ai più, che vi potrà forse far comprendere quanto tenga a questo libro.

La prima versione di ASTROGAMMA risale a circa 10 anni fa.
L'idea iniziale era di fare un fumetto potente, veloce, rapido (caratteristiche tuttora rimaste), ma con una piega giocosa, goliardica, sbarazzina.
Scrissi dei dialoghi, francamente imbarazzanti: puntavo a una versione moderna di Ettore Petrolini, ottenni una versione povera di Maurizio Battista.
Ma, comunque, posso dire aver visto l'opera nascere.



LRNZ rivide poi completamente il progetto, ricostruendolo attorno a tematiche più profonde, tra il richiamo a Nietzsche e l'omaggio a Go Nagai.
Nelle varie versioni successive lo aiuterà nei testi il nostro comune, fraterno amico Alessandro Caroni, tra le menti più brillanti in circolazione.

Un'ultima considerazione, spero, me la consentirete.
Circa un anno fa scrissi una postfazione a GOLEM (il libro che ha segnato l'imponente debutto di LRNZ), in cui accennavo, nel breve spazio a disposizione, alla grande stratificazione simbolica del libro e concludevo definendola, più o meno, "l'opera importante di un grande autore".
Un'affermazione forte, trattandosi dell'opera d'esordio di un autore alla prima, ambiziosissima prova.
Molti pensarono che tale enfasi era dettata dall'antica, dichiarata amicizia con l'autore e che, forse, la complessa struttura allegorica che indicavo a fondamento dell'opera fosse tutto sommato una mia forzatura critica.

Bene.


Ci sono molti parametri per giudicare il successo di un'opera o di un autore: la popolarità, la fortuna critica, i premi delle giurie specializzate, l'impatto culturale, i bruti dati commerciali.
Dopo un anno posso affermare che GOLEM e, a quanto pare, anche ASTROGAMMA, rendono LRNZ uno dei pochissimi autori italiani in grado di soddisfare tutti questi parametri, brillantemente.



GOLEM è stato per un anno in classifica tra i libri d'arte più venduti in Italia su Amazon.
La critica in genere  non è stata solo positiva, ma elogiativa  (soprattutto, all'inizio, poi ci sono stati i soliti bastian contrari e anche qualche puntuale e intelligente rilievo sulla sceneggiatura): più testate hanno  inserito il libro tra le migliori uscite del 2014, ancor prima che uscisse.
Il Direttore Scientifico dell'Istituto di Tecnologia di Genova, Roberto Cingolani, ha pubblicamente lodato l'opera per il suo contributo alla diffusione dell'amore per la scienza (QUI)
Durante il Treviso Comic Book Festival LRNZ ha vinto il Premio Boscarato come miglior disegnatore italiano.
Durante il recente Lucca Comics & Games, in cui è stato presentato ASTROGAMMA, LRNZ è stato il secondo autore più venduto, in assoluto, per BAO (casa editrice che pubblica anche grandi autori stranieri), secondo solo dietro a Zerocalcare, il più grande fenomeno commerciale degli ultimi anni.
In tutto ciò, ha illustrato per Einaudi la più importante uscita del catalogo di quest'anno: La strana biblioteca di Murakami Haruki.
Ah, è stato protagonista, con vari ruoli del primo progetto cinematografico inteinternazionale della Bonelli, MONOLITH, di cui sarà anche disegnatore nella versione a fumetti (ne parlano gli autori QUI)
Tutto questo in un anno solare.

Faccio pubblica ammenda: effettivamente, esageravo.

P.S.
Per tutti coloro che hanno dubbi sull'effettiva esistenza di diversi livelli di lettura in GOLEM, presto con LRNZ apriremo un blog (dedicato alla grande mente dell'ispiratore Emanuele Sabetta) in cui sveleremo tutto l'impianto simbolico, nei dettagli, dell'opera.
Ci spiace per i molti lettori che già avevano colto tutto, speriamo possano comunque trovare l'approfondimento interessante.

P.P.S.
Ho appena scoperto ORA che Bob Dylan suona STASERA a Bologna.
...poi prendetemi in giro che medito...

venerdì 6 novembre 2015

MARIA GRAZIA CAPULLI - in ricordo di una giornalista libera



C'è una nota barzelletta resa nota dal magistrale racconto di Gino Bramieri, in cui un uomo si ritrova in un cimitero e leggendo i vari epitaffi, tutti altamente elogiativi ("Padre e marito esemplare", "Figlio devoto e grande lavoratore", "Amato da tutti" etc.) si chiede improvvisamente: "Ma i balordi dove li seppeliscono?.
Bramieri usava chiaramente un'espressione ben più pregnante, ma non vogliamo appesantire col turpiloquio il ricordo di una persona straordinaria.
Non è ipocrisia da prefiche di convenienza, né il buonismo d'accatto tanto in voga che ci spinge a ricordare con accenti di stima e gratitudine una persona recentemente scomparsa.
Come disse Eduardo De Filippo commentando commosso a caldo la morte di Pier Paolo Pasolini (con la lucidità dei giganti, ben distante dall'inopportunità dei nani 40 anni dopo) "sappiamo distinguere i morti dai morti e i vivi dai vivi".


Maria Grazia Capulli era una persona splendida.
E, soprattutto, una giornalista libera.


L'Italia, lo sappiamo, è scesa al 73° posto nella classifica mondiale della libertà di stampa, tra la Moldavia e il Nicaragua.
Il controllo dell'informazione (da sempre prerogativa del Potere ad ogni latitudine) durante il ventennio berlusconiano ha assunto connotati grotteschi.
Non si tratta più di deformare le notizie o darle parzialmente.
Siamo arrivati al punto di inventarle (quelle comode al Governo) o seppellirle nell'oblìo (quelle scomode).
Un'altra giornalista, collega in Rai di Maria Grazia, Maria Luisa Busi, ha avuto il coraggio in diretta di contraddire il ridicolo servilismo dell'allora direttore del TG1 Minzolini, denunciando la drammatica situazione successiva al terremoto de L'Aquila (raccontata spietatamente nel documentario Draquila di Sabina Guzzanti che potete vedere QUI), ben lungi dai proclami trionfalistici dei trombettieri prezzolati di Berlusconi e Bertolaso.


La Busi, che con grande coerenza toglierà il suo volto dal tg per non rappresentare più una linea editoriale che non condivideva, racconterà in seguito nel libro Brutte Notizie (edito da Rizzoli) lo sconcertante sistema di selezione delle notizie del telegiornale più seguito d'Italia: invece di raccontare abusi di potere, gravi tensioni sociali o scandali in Parlamento, si sostituivano tali notizie con lunghi servizi sul gossip, sagre di paese o animali esotici.
L'applicazione scientifica di uno dei punti chiave del Piano di Rinascita 2 di Licio Gelli: usare sistematicamente la (dis)informazione per inebetire le masse e disarmare qualsiasi movimento critico potenziale.
40 anni dopo la sua morte, non possiamo non sottolineare che Pasolini aveva predetto tutto.


In questo contesto penoso, in questo mondo dell'informazione gestito da vili e mediocri, è doveroso ricordare una giornalista come Maria Grazia Capulli, perennemente controcorrente.
In un mondo che voleva parlare di fatti di sangue per instillare la paura degli immigrati, Maria Grazia parlava di integrazione e rispetto della diversità.
In un regime che incollava le masse agli schermi con donne nude e giochi a premi, Maria Grazia parlava di ricerca spirituale, volontariato, impegno nel sociale.
In un Sistema che bombarda gli elettori di notizie cruente e negative per deprimere ogni impulso al cambiamento, Maria Grazia aveva deciso di dare solo buone notizie.
Da circa un anno aveva ideato la rubrica Tutto il bello che c'è, in cui si continua a mostrare il lato meno conosciuto dell'Italia, meno appetibile per chi ragiona solo in base all'audience: l'Italia del volontariato, dei mille progetti per l'integrazione, dei miracoli culturali che vengono dal basso.
Uno spazio televisivo dove dare visibilità alle forze che provano a cambiare sul campo la situazione del Paese.

Non è da tutti.

Maria Grazia ci ha lasciato dopo una lunga dolorosa lotta contro un male incurabile.
Avevo avuto il piacere di incontrarla, mi aveva colpito la sua gentilezza, la sua viva intelligenza, il suo essere sinceramente interessata e partecipe alle attività di volontariato che svolgevamo.
Non a caso il suo direttore Marcello Masi ha ricordato nell'omaggio funebre come all'inizio non comprendesse alcuni suoi atteggiamenti, realizzando solo in seguito la sua autentica bellezza d'animo.

L'ultimo servizio che da giornalista ha realizzato, poche ore prima di lasciarci, è stato quello su MediTiAmoRoma, la manifestazione dedicata alla meditazione e al volontariato a cui ho avuto l'onore di partecipare dietro le quinte.
L'ultimo suo post su Facebook era un invito a diffondere la notizia dell'evento.
L'ultimo suo desiderio è stato dare visibilità a un evento gratuito, realizzato senza sponsor, che tramite l'impegno di pochi volontari (e la generosità di partner come il Coni che ci ha concesso la Tribuna Monte Mario, il Comune di Roma che ci ha dato il patrocinio, i giocatori Totti della Roma e Keìta della Lazio che hanno gratuitamente promosso l'evento) ha portato alle 11 di mattina di sabato, sotto la pioggia battente, circa 3000 persone allo stadio, a meditare per la pace nel mondo.
Sgombriamo il campo da equivoci: la persona che stiamo ricordando non faceva parte dell'associazione, non aveva interessi né economici, né ideologici a riguardo, addirittura seguiva un percorso meditativo completamente differente da quello proposto nell'evento, pur avendo un grande rispetto per Shri Mataji Nirmala Devi, l'ispiratrice della manifestazione.


Ha semplicemente visto il nostro impegno, ha compreso il nostro desiderio, ha riconosciuto i nostri ideali e, quasi sul letto di morte, ha inviato la troupe televisiva per documentare il nostro evento.
Non potremmo mai dimenticarlo e ti saremo per sempre grati.

Ciao, Maria Grazia.
Come direbbe il personaggio di una nota serie tv: "ci vediamo in un'altra vita, sorella".

P.S.
Il servizio su MediTiamo Roma, quello che Maria Grazia voleva che tutti vedessero, lo trovate QUI
Ringraziamo di cuore Silvia Vaccarezza, Loretta Cavaricci e tutta la redazione del TG2 per la splendida dedica e la realizzazione del servizio.
Buona visione.