mercoledì 1 giugno 2016

Napoli e Trieste: percorsi di sapienza #ISentieridiHermes

Dettaglio della statua di Giordano Bruno a Campo de' Fiori a Roma

Due città, due microcosmi conchiusi e distanti, due tradizioni sotterranee e incrociate, due libri molto interessanti che le raccontano.
Napoli e Trieste.
Accostamento quanto mai anomalo: la città del sole e dei bassi chiassosi posta accanto al freddo e alla compostezza della piccola Vienna, i guaglioni sfrontati e ridenti dei Quartieri Spagnoli mescolati alle distinte signore in pelliccia che escono dal Caffè Tommaseo, la lava ardente del Vesuvio e il gelo della bora, Eduardo che conversa con Svevo, risi e bisi addolcito da una sfogliatella.
Tutto appare stridente.
Eppure, a parte il primato condiviso del caffè, c'è un legame strano, invisibile, per nulla scontato, che lega le due inaccostabili realtà: due città a loro modo di confine, costrette da una storia diversa ma egualmente tormentata a divenire multietniche, divise tra nostalgie di glorie passate e un'appartenenza italiana sospesa tra profonda identità autarchica e slanci patriottici.
Soprattutto, quasi al livello della capitale dell'occulto Torino, sono due città percorse da un tacito e imponente fondamento di sapienza esoterica.
I due libri che intendiamo segnalarvi affrontano con approccio intuibilmente diverso quelle che delineano come due roccaforti metropolitane della conoscenza iniziatica.


Ne Il Rinascimento napoletano e la tradizione egizia segreta (Ed. Narcissus.me), Salvatore Forte sceglie un peculiare filo sotterraneo, nell'oceano di conoscenza misterica che sottende all'architettura di Nèapolis (dai culti isiaci alle leggende legate al mago-profeta Virgilio): la discendenza diretta del neoplatonismo partenopeo dagli antichi riti egizi, da sempre considerati in certi filoni di ricerca esoterica come fonte della Tradizione.
Da grande cultore della figura di Giordano Bruno, Forte rende ovviamente il carismatico sapiente di Nola il protagonista principale di questa ed altre ricerche.
Il punto certo più interessante del ricco libretto (minuto ma assai denso di nozioni e spunti) è il tentato disvelamento dei significati occulti presenti nella Cappella Carafa in S.Domenico Maggiore, supposto teatro d'ispirazione per il consesso degli Dei nello Spaccio della Bestia Trionfante, opera fortemente iniziatica di Bruno.
Non vogliamo rovinarvi il piacere della scoperta nella lettura, ma il nucleo della riflessione verte su alcune vestigia egizie presenti nella cappella, traccia indiscutibile per Forte del passaggio di conoscenze iniziatiche di cui poi Bruno fu carismatico e impetuoso messaggero e testimone.



Diverso l'approccio di Francesco Boer, ne Il Volto Arcano di Trieste (Bruno Fachin Editore), libro meno assertivo rispetto al precedente, non lo definiremmo un testo iniziatico, più un agevole prontuario per addentrarsi nei significati nascosti dell'architettura della città.
Come in altri testi, quali Alchimia dei Simboli, l'autore non teme di indulgere nella didascalia: il suo approccio è divulgativo, scevro da compiacimenti professorali, allergico a certe etichette tradizionali in senso guenoniano, costantemente in ricerca di nuovi spunti e stimoli, senza dogmi.
Boer (autore anche del romanzo Il Viaggio Sotterraneo) è cercatore aperto, laico, erudito ma non accademico, nei suoi testi appare sempre provvida l'ironia a stemperare l'eventuale rischio di toni ieratici.
Abbiamo personalmente utilizzato il testo come guida in una recente visita triestina, e ne abbiamo potuto apprezzare la gradevole narrazione e la puntuale precisione nelle informazioni.
Sia Boer che Forte gestiscono due pagine Facebook molto interessanti (Alchimia dei Simboli il primo, Giordano Bruno e i Rosacroce il secondo) che vi invitiamo a visitare come quotidiana occasione di spunti, scoperte ed intuizioni.
Due compagni di ricerca culturale che meritano la vostra attenzione e di cui parleremo ancora.


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